I Normanni a Salerno

Salerno visse un momento di splendore con Roberto il Guiscardo

Sua moglie, la principessa Sichelgaita, favorì l’integrazione tra le culture longobarda e normanna

Il termine “Normanni”, che significa “uomini del nord”, indicò indistintamente tutti i popoli scandinavi. In seguito vennero chiamati “Normanni” i norvegesi che si avventurarono sui mari dell’Europa occidentale alla fine del secolo VIII, detti anche “vichinghi”.

I Normanni arrivarono nel Sud Italia nel 1009 offrendosi come soldati mercenari ai vari principi, ma anche con intenzioni di conquista di nuove terre. Poco dopo, a Salerno, quaranta Normanni di ritorno da un pellegrinaggio in Terra Santa, aiutarono i salernitani, governati da Guaimario III, a cacciare i saraceni sbarcati ad Agropoli.

L’insediamento vero e proprio dei Normanni a Salerno si ebbe con Roberto, detto il Guiscardo, del ramo degli Altavilla. La principessa Anna Comnena, nel primo libro della sua Alessiade, dice del Guiscardo:

era normanno di nascita, di origine oscura, di indole prepotente, animo crudelissimo e nobile possanza; terribile quando si gettava sulle ricchezze e gli onori dei grandi; inesorabile nel perseguire i sui fini; stornava le critiche con argomenti inconfutabili. La sua statura era gigantesca; tanto che sovrastava gli uomini più grandi; aveva colorito di fuoco, capelli biondi, spalle larghe, occhi che gettavano scintille…quanto alla voce si dice che l’urlo di quest’uomo mettesse in fuga gli uomini a decine di migliaia.

Nel 1076, ai primi di maggio, la flotta normanna al comando di Roberto bloccava il porto di Salerno, mentre l’esercito giungeva sotto le mura della città. Gisulfo (principe longobardo di Salerno), fu costretto ad arrendersi e a venire a patti con il vincitore, al quale aveva già dato in sposa la sorella Sichelgaita circa venti anni prima. Le nozze erano state celebrate a Melfi dopo che il Guiscardo aveva ripudiato la prima moglie Alberada.
La principessa longobarda Sichelgaita si stabilì definitivamente a Salerno dopo la conquista normanna del 1077, per lei il marito fece costruire Castel Terracena. La principessa Sichelgaita, che gli storici definiscono “nobile, bella e saggia”, pur rimanendo fedele all’antica tradizione dinastica della sua gente, riuscì abilmente ad integrarsi nel nuovo sistema, governando essa stessa e influendo sulle decisioni del marito con garbo e prudenza.

Per suo merito due culture tanto diverse nelle origini, nei costumi, nella lingua erano riuscite a confrontarsi e via via ad integrarsi, segnando uno dei momenti più alti di potenza e di prestigio del Mezzogiorno. Salerno divenne così il centro più importante dei territori normanni, che si estendevano sull’intera Italia meridionale, comprese la Sicilia e Malta, strappate agli Arabi.

Il 17 luglio del 1085 Roberto il Guiscardo morì nell’isola di Cefalonia nelle vicinanze di Corfù, mentre si apprestava a marciare a capo di un numeroso esercito su Costantinopoli: sarà sepolto a Venosa nella chiesa della SS. Trinità. Cinque anni dopo morì la principessa Sichelgaita.

Le verdi colline di Giovi, che sovrastano la città, erano una riserva di caccia prediletta dai principi e dai nobili Normanni e molte tracce del loro passaggio sono state rinvenute nell’attuale area naturalistica della Tenuta. Ecco perché la sala principale della Tenuta dei Normanni espone l’altorilievo a grandezza naturale di un cavaliere normanno ed è denominata “Sala del Normanno”.